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Una domenica bestiale

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La partenza è, come prevedevo, in leggero ritardo. Umberto ha un pessimo rapporto con gli orologi, soprattutto al mattino. Devo però riconoscere che ultimamente ha fatto grandi progressi. Dopo i saluti rituali, una piccola sosta per il carburante, e si parte alla volta dell’Oasi di Serranella, dove ad aspettarci ci sono Nicola, Antonio e Giuseppe. In macchina poche parole e tanti sbadigli. Siamo pigiati come sardine: zaini e zainetti di attrezzature, cavalletti, seggioline, libri, sciarpe, giacche a vento e tutto il necessario per una spedizione in Siberia… Non siamo i tipi a cui piace trovarsi sguarniti!

L’appuntamento è alle 9.30 ed io e Umberto sorridiamo al pensiero che Antonio, nonostante siano le 9.33 non ci abbia ancora chiamati. Neppure il tempo di scambiare una frase a tal proposito e il telefono squilla! Il nostro Tony non si smentisce! Con aria già festosa, entriamo nell’area parcheggio, ma i nostri sorrisi si spengono subito: una giovane poiana giace riversa su un cespuglio, avvelenata. Mandando giù l’amaro boccone, ci avviciniamo agli altri: grazie ad Nicola, Giuseppe, e Tony, è di nuovo Carnevale. Una scherzosa guerra tra Nikonisti e Canonisti si accende a colpi di battute e risate. Lascio gli uomini alle loro faccende tecniche e con la macchinetta in mano, perlustro la zona, alla ricerca di interessanti soggetti da fotografare, quando appare Federico! Questa proprio non me l’aspettavo! Davvero una gioia immensa: tra impegni vari di tutti, non incontravamo Fede da tanto tempo. Per festeggiare il suo arrivo, persino uno sparviere arriva volteggiando sulle nostre teste, e dopo aver lanciato il suo richiamo, ci saluta allontanandosi di fretta. Alessandro e Simona, che nel frattempo si erano allontanati per una passeggiata esplorativa, tornano alla base, infangati e felici di cielo azzurro e sole caldo. E’ il momento dei primi saluti: Giuseppe e Federico devono andare, purtroppo, ma non senza prima averci promesso un pranzetto assieme, al prossimo incontro.

Tra raffiche di clic, flash impazziti, sfottò da stadio e lunghi e rilassanti silenzi, trascorre questa domenica mattina tra amici… almeno fino a quando le pance non iniziano a brontolare e ci trasferiamo tutti in un ristorante non molto lontano per rifocillarci. Carbonara, salsicce e patate per tutti, il menù giusto per rimanere leggeri… ed infatti, neppure il tempo di riprendere le macchine per trasferirci in spiaggia, tutti, come punti dalla mosca tzè-tzè, iniziamo a manifestare chiari sintomi della malattia del sonno: occhio languidamente socchiuso, movimenti rallentati e scarsa capacità di reazione agli stimoli. Nonostante tutto, arriviamo alle Morge, dove dopo un’iniziale momento di “spiaggiatura” generale, riprendiamo a scattare in allegria, prendendoci in giro, e raccogliendo testimonianze delle altrui pose. Qualche passo sulla spiaggia di ciottoli, una stella marina regalata ad una bella bimba, tante risate in sottofondo: nell’aria c’è già l’estate. La troviamo sui nostri visi sorridenti e nelle tante promesse e speranze, nei progetti e nelle pacche sulle spalle. Ancora qualche foto prima che la luce cali, e che venga il momento di salutarci. Siamo tutti stanchi e purtroppo già proiettati alla settimana di lavoro che incombe, ma siamo tutti pronti ad affrontarla con un sorriso in più, dopo una domenica come questa.

A presto, ragazzi. Non vedo l’ora.

Questo articolo stato scritto da Chiara

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