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In inverno, offriamo cibo agli uccellini

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Mangiatoia

Teoria e pratica del bird feeding, una pratica inglese che è già moda anche da noi

Con l’inverno in arrivo e le temperature in calo gli uccellini selvatici che frequentano i nostri giardini potrebbero avere molte difficoltà di sopravvivenza.

Per questo, a qualsiasi latitudine ci troviamo, potremmo essere loro di grande aiuto piazzando qua e la in giardino qualche mangiatoia, strumenti validissimi dove i volatili possono trovare cibo anche in periodi difficili senza disperdere troppe energie.
Aiutarli a passare i periodi freddi può diventare dunque più facile, ma essere soltanto ben intenzionati non basta.
Ciò che serve è la regolarità con la quale riforniremo la nostra mangiatoia, perché gli animali scelgono di stabilizzarsi in un territorio, dopo aver valutato  le capacità che hanno in quel territorio di alimentarsi.
Non trovare più cibo da un momento all’altro, per loro significa ritrovarsi in un luogo che improvvisamente non risponde più alle caratteristiche per le quali è stato scelto. Così potrebbe iniziare una ricerca che complicata dall’esiguità di alimenti reperibili nei periodi freddi, significa per loro un grande e pericoloso dispendio di energie.

Allestire una mangiatoia non è difficile. Su internet si trovano moltissimi modelli in vendita o progetti e idee per realizzarle anche con materiale di recupero.

Un po’ più incerta è la scelta del cibo da offrire ai nostri amici, soprattutto se non siamo sicuri del tipo di animali che attireremmo.
Non tutti gli uccelli infatti mangiano allo stesso modo.

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I cibi più apprezzati e nutrienti sono i semi oleosi (lino, sesamo, girasole, miglio), le arachidi e le nocciole al naturale (assolutamente non salate o dolcificate).
Un’idea è quella di mescolare semi o frutta secca allo strutto fuso, poi versarli in stampi. Una volta che il composto si sarà solidificato, potremo appenderlo agli alberi.

Alcuni uccelli, ad esempio i merli e i picchi, preferiscono alimenti più sofisticati, ricchi di vitamine e proteine, come le camole del miele (dette anche tarme della cera –Galleria mellonella) o le camole della farina (dette gramignoli – Tenebrionidi). Se non amiamo usare o maneggiare i vermi, potremmo sempre  ripiegare su della carne cruda tritata o sul preparato per insettivori facilmente reperibile in un’agraria.

La frutta fresca, come pere e mele, sarà gradita da capinere, cesene, merli e passeri.

Se non conosciamo a fondo i nostri amici e quindi se siamo indecisi su cosa proporre, potremo in un primo momento fornire un po’ di tutto e poi fare la selezione in base a cosa ci rendiamo conto che viene effettivamente consumato.

picchio--x-amiciRimane tutt’ora controversa la questione “briciole di pane e dolci”.
Non fanno male in modo assoluto, anzi i passeri ne sono ghiotti, ma devono essere distribuite insieme all’acqua. Le briciole senza acqua richiedono infatti agli uccelli un grande sforzo per essere ingerite. Molto spesso in inverno, con le gelate, l’acqua non è sempre disponibile e in quel caso le briciole possono diventare fatali perchè si ingrossano nel gozzo fino al soffocamento o perchè saranno maggiori le energie spese per mangiarle di quelle contenute nel cibo. Ecco perché è buona regola non fare mai mancare una ciotolina di acqua fresca in prossimità della mangiatoia.

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Ultimo accorgimento è quello di tenere ben pulite le mangiatoie o di scegliere dei modelli che non consentano agli uccelli di entrare a contatto con il cibo, in modo da evitare la contaminazione da parte delle feci e quindi lo svilupparsi di virus, batteri e parassiti.

Non c’è che da sbizzarrirsi quindi, appendere le mangiatoie fuori dalla portata dei gatti e godersi lo spettacolo!!

di Simona Tedesco
Un particolare ringraziamento a Ernesto Giannini che ci ha pregiato con alcune sue foto.

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Questo articolo stato scritto da Simona Tedesco

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