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Canon MP-E

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MP-E1Questa particolarissima lente della Canon effettivamente altro non è che un soffietto meccanico portatile. E’ essenziale e robusta, in linea con i prodotti più professionali Canon. Possiede solo una ghiera, che invece di mettere a fuoco, regola il fattore di ingrandimento che arriva a 5 moltiplicazioni sul sensore macchina. E’ dotata di un piede a collare molto stabile che in caso di utilizzo su cavalletto bilancia perfettamente fotocamera ed obbiettivo. E’ un’ottica veramente sorprendente per prestazioni ma lo è anche per l’utilizzo. Si può usare in due modi: o si mette a fuoco con la ghiera variando il fattore di moltiplicazione oppure prima si decide l’ingrandimento voluto e poi la messa a fuoco avverrà muovendo macchina ed ottica in avanti ed indietro., sistema che sovente uso. L’MP-E però non da nessuna conferma sul punto, neanche con il classico “bip” o l’illuminazione del punto rosso, dovrete affidarvi alla vostra vista. Ovviamente più il mirino della vostra macchina è grande e più confortevole sarà l’operazione. L’unica comunicazione che l’obbiettivo avrà con la fotocamera sarà quello dei diaframmi, null’altro. Facile pensare quindi all’utilizzo di questo setup su cavalletto, testa micrometrica e slitta di messa a fuoco, ma per esperienza diretta vi dico che quando si tratta con soggetti vivi, in natura, tutto diventa estremamente difficile, anzi, quasi impraticabile se non in rarissime occasioni.  Bisogna poi tener conto che con mpe2questa lente non è possibile la messa a fuoco sull’infinito e di conseguenza non è possibile fotografare oggetti più grandi del sensore. Le dimensioni del fotogramma utile ovviamente dipenderà dal formato del sensore della macchina e varia quindi da full frame ad apsc. La progettazione di questo obbiettivo ha imposto uno schema di lenti piuttosto semplice, otticamente ottimo considerando di cosa sia capace, ma per fisica molto poco luminoso. I diaframmi partono da 2.8 e chiudono al massimo ad f16 al rapporto di riproduzione di 1:1 ma variando l’ingrandimento si verifica una vistosa caduta di luce per arrivare al buio quasi totale (senza illuminazione aggiuntiva) al rapporto di 5:1. Ha una profondità di campo che va da un massimo di 2.24mm a f/16 e all’ingrandimento di 1x, fino ad un minimo di 0.048mm a f/2.8 con un ingrandimento di 5x. Esiste una formula per calcolare il diaframma effettivo che sommariamente funziona in questo modo: ad un ingrandimento di 4x con una apertura di f.10 il diaframma effettivo sarà dato dal seguente calcolo: 10x (4+1)= f.50. Di conseguenza si otterrà addirittura un diaframma reale di f.96 ad un ingrandimento di 5x anche avendo un diaframma di f5.6. Tutto questo si traduce in tempi lentissimi anche per il più massiccio cavalletto usato in una stanza chiusa in totale assenza di vibrazioni e vento. E’ chiaro adesso perchè sia obbligatorio un sistema flash dedicato. In soccorso arriva “mamma Canon”, che con la modica cifra di circa 800 euro vi fornirà il sistema flash MT 24. E’ il flash di punta per le macro e non utilizza l’ingombrante anello circolare  ma due flash satellitari. Il sistema è vecchiotto rispetto alla concorrente Nikon, ma altrettanto valido: si monta facilmente perchè l’MP-E (anche il 60mm macro usm) è dotato di un anello di aggancio in testa all’ottica molto pratico e funzionale. I satelliti possono ruotare nei tre assi, infatti l’area di illuminazione varia a seconda dell’ingrandimento dato, più e vicino e più le teste devono inclinarsi verso la lente frontale e in secondo luogo dare da MT24dare più possibilità di configurazione. Il sistema di aggancio è sufficientemente piccolo e sottile difficilmente si arriva a toccare il posatoio. Non consente però l’aggiunta di un terzo satellite, cosa che nella concorrente Nikon si può fare ma in realtà non rappresenta un grande problema, poiché l’MT 24 essendo un master può pilotare un piccolo flash esterno in ttl: ottimo per illuminare lo sfondo (sistema che sovente uso, soprattutto a mano libera poiché con tempi vicini ai 1.200 lo sfondo è sempre irrimediabilmente nero). Questo sistema flash ha anche un altro asso nella manica (lo ha anche l’mt 14) che aiuta non poco nell’utilizzo dell’MP-E: le luci di posa incorporate. Con due clic sul tasto di scatto si accendono illuminando la zona di messa a fuoco facilitando molto la visione nel mirino.

Questo articolo stato scritto da umberto

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