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Incontri straordinari

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IMGL0145Dopo l’imponente pioggia torrenziale della sera prima, la notte s’era fatta più fredda del normale. Certo, una estate mite, ma quella mattina era veramente  più fredda dello standard, talmente fredda, da dover indossare la giacca anti vento. Fu una sessione macro fino a quel punto deludente, le intense piogge avevano atterrito tutto e quasi stavo per smontare il tutto per andar via ma tutto ad un tratto noto una strana “palla nera” aggrappata all’erba bagnata. Mi avvicino e vedo questo grosso aracnide che tutto bagnato si teveva stretto stretto ad un ciuffo di erbe selvatiche. Era enorme per gli standard nostrani, l’addome, nero e ricoperto da una soffice peluria simile a vellutino era grande come il mio pollice. Nonostante il mio armeggiare la povera creatura non accennava ad alcun minimo movimento, era fin troppo evidente che gli eventi atmosferici ed il freddo l’avevano costretta in un mondo non suo, forse troppo grande e sterminato. Ero di fronte ad un aracnide che nella forma femminile è alquanto difficile da vedere. Avete presente quel piccolo vispo e sfuggente ragnetto che spesso si vede in montagna dall’addome rosso con 4 macchiette nere dipinte a mo di coccinella? Ecco, si chiama Eresus moravicus e quella che mi trovavo di fonte era una splendida femmina sicuramente gravida. I maschi di questa specie sono piuttosto facili da avvistare, (anche se circa 4 volte più piccoli delle femmine) sia per la colorazione, che li evidenzia in taluni ambienti, sia per la tecnica di caccia vagante che hanno. La femmina invece è molto difficile da avvistare perchè conduce una vita diversa, solitaria e molto “appartata”. Costruisce una tana sotterranea tubulare dal quale difficilmente si allontana di qualche metro, caccia sempre nelle vicinanze e come tutti i ragni di questa specie è molto schiva e diffidente. Probabilmente le intense piogge serali e notturne hanno costretto l’animale ad abbandonare la tana che sicuramente si sarà allagata, poverina, ha cercato riparo all’esteno aggrappandosi con tutte le due forze alle erbe. Rimango per circa un’ora in sua compagnia, fatte le foto di rito sono rimasto ad osservarla per un pò. Meravigliosa la natura, meravigliosa la macrofotografia, ogni volta mi fa scoprire nuovi mondi e nuove meravigliose forme di vita.
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Le foto in risoluzione maggiore sono visionabili nella galleria Aracnidi.

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Questo articolo stato scritto da umberto

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