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La scelta del cavalletto

Post 56 di 77

manfrotto-055xprobUn noto fotografo di fama mondiale affermò, a dire il vero un pò troppo brutalmente, che il vero fotografo, quello raffinato e sufficientemente professionale, si riconoscesse dal cavalletto e non solo: anche la scelta di questo strumento così indispensabile poteva essere un buon metro di misura per emettere un così poco gradito giudizio su quei fotografi che con orgoglio affermano di non usarlo. La scelta di modello e caratteristiche può, secondo questo signore, dire molto sul fotografo che ci troviamo davanti.

 Beh, anche se in modo più diplomatico in linea di massima sono d’accordo. Non è raro infatti trovare appassionati dotati di attrezzature supercostose, con al seguito ridicoli cavalletti e teste a dir poco vergognose. Il 90%di quelli che si avvicinano a questo mondo difficilmente arrivano a spendere più di 70€ per un treppiede con testa inclusa. Magari presteranno più attenzione ai mpx della fotocamera o al supermegazoom ciofegon 70-300mm da 150€: ma mai saranno disposti a spendere tanti soldi per un “accessorio” per loro, così poco importante. Ammetto che anch’io, quando mi avvicinai a questo meraviglioso/costoso mondo, non volevo saperne di prendere un buon treppiede. Non facevo altro che ripetermi che difficilmente ne avrei avuto bisogno, che per il momento ero alle prime armi e potevo arrangiarmi con qualche economica sottomarca, infischiandomene di chi insisteva sulla attenta scelta di modelli diciamo, più “importanti”. Il risultato fu doppiamente disastroso: Ebbi infatti rallentamenti nell’apprendimento a causa di una stabilità ridicola, difficoltà di concentrazione e frustrazioni continue nel vedere i miei scatti letteralmente spappolati da quell’ inevitabile micromosso onnipresente. Per non contare il tempo perso a stringere bulloni, limare imperfezioni e reingrassare il malefico congegno. Inevitabilmente feci quindi il secondo acquisto, leggermente più attento ma ancora non troppo oculato. Il risultato migliorò ma  l’aggeggio non resistette a lungo, non riuscì a tollerare il peso di nuove e pesanti attrezzature.  In questo modo arrivai infine alla rassegnazione  e persi  innumerevoli serate immerso nei meandri del web per cercare il modello “definitivo” o perlomeno il miglior rapporto di qualità, stabilità e peso possibile. Arrivai infine ed acquistare un cavalletto di marca mordendomi il gomito nel pensare a quanti soldi, arrabbiature e frustrazioni mi fossi risparmiato se avessi da subito ascoltato il consiglio di quel “noto” fotografo di fama mondiale.

 Come molti di voi sapranno mi occupo principalmente di macrofoto. Questa tecnica fotografica richiede in assolutoaperto-o55 il più alto controllo e conoscenza dei propri mezzi nonché una padronanza assoluta degli stessi. Gli schemi ottici e i diaframmi usati, solitamente dai f11 in su e con sensibilità iso piuttosto basse per ottenere il massimo della definizione, costringono inesorabilmente ad usare tempi piuttosto lunghi. Basta una minima vibrazione, anche il solo sfiorare il pulsante di scatto a produrre foto affette da micromosso. Anche se alcune case produttrici ultimamente stanno immettendo sul mercato obbiettivi con un sistema di stabilizzazione, il cavalletto è comunque assolutamente indispensabile, si possono avere vantaggi fino a 4 stop con questi ultimi ritrovati, utili sicuramente in circostanze piuttosto favorevoli, diciamo con una luce normale, ma si sa, le macro si fanno alle prime luci dell’alba, magari con il tempo coperto per meglio sfruttare l’effetto “Dome Light” delle nuvole e in queste condizioni la fotografia a mano libera anche con queste nuove ottiche è impossibile. Calcolate bene cosa deve portare il cavalletto, controllate il peso di testa, macchina, ottica ed accessori e quello sarà il vostro punto di riferimento per la scelta. Normalmente un carico massimo di 7-8 kg è molto più che sufficiente per la macrofotografia. Oltre ad essere molto stabile il cavalletto deve aver la possibilità di aprirsi fino al suolo e con le articolazioni indipendenti. il che consente di utilizzarlo agevolmente anche su pendii o in posti dove il terreno è molto accidentato. Alcuni modelli hanno la capacità di inclinare la colonna centrale cosa molto utile ma sono pochi quelli che lo fanno conservando una buona stabilità (qui descrivo il modello da me scelto proprio per queste caratteristiche). Altre case si propongono con modelli dotati di colonna centrale invertibile verticalmente per fotografare rasoterra, ma sfido chiunque ad infilarsi in mezzo alle gambe del treppiede per armeggiare con la macchina fotografica, a meno di essere un valente contorsionista è una soluzione a dir poco ridicola. Un buon cavalletto deve avere inoltre tutte le viti ed i bulloni a vista o facilmente raggiungibili e che siano quasi tutte della stessa misura, succede, sempre in mezzo al nulla assoluto, che si allenti una vite. Se il cavalletto è di buona fattura avrà al massimo due misure di viti esagonali, spesso anche fornite, che vi consentiranno di ripristinare le giuste tensioni non facendovi perdere la giornata fotografica. Controllate molto bene i serraggi delle gambe, devono essere solidi e stringere bene la sezione successiva. Anche questi devono avere la possibilità di essere ristretti facilmente in caso di allentamento, Manfrotto e Gitzo sono perfetti in questo frangente anche se la seconda ha prezzi veramente esagerati in rapporto al prodotto fornito. Inutile dire che purtroppo la marca (con il conseguente costo) è l’unica cosa che vi garantisce anche i materiali, conosco persone che hanno acquistato bei cavalletti made in China, esteticamente perfetti ma fatti con con materiali piuttosto scadenti che inevitabilmente per la legge di Murphy si romperanno nel momento meno opportuno, sedi che perdono la filettatura, alluminio anodizzato che si ossida al solo guardarlo per arrivare a chiusure che non serrano più dopo poco tempo di utilizzo. Il cavalletto è indispensabile anche in tutti gli altri generi fotografici, nei paesaggi ad esempio, aiuta anche a riflettere sulla composizione dando più tempo per concentrarsi. Cambierete ottiche, macchina fotografiche ma questo importante accessorio rimarrà molto tempo con voi, fedele compagno di moltissime belle uscita fotografiche.

 

 

 

 

 

 

 

Questo articolo stato scritto da umberto

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