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Moti perpetui

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Scrivere con i guanti di lana e le dita intirizzite dal freddo, mi fa sentire come un esploratore in solitaria dei tempi ormai remoti in cui si guardava al nostro mondo come ad un luogo ancora da scoprire. Siamo arrivati sulle sponde del lago che il sole era già alto. Non abbiamo parlato molto: tutto ciò che era da dire era sotto i nostri occhi e dirlo meglio sarebbe stato impossibile. La superficie dell’acqua, lievemente increspata, è striata da file ordinate di folaghe. Di tanto in tanto, un alterco rompe il placido navigare di questi uccelli e la trama dell’acqua cambia, quasi come per capriccio di una corrente nera e sottile, che sembra affiorare da ignote profondità. Non potrò scrivere a lungo prima che le mie mani congelino completamente, ma voglio fermare sulla carta questo silenzio, questa compagnia lieta e muta e la montagna inondata di neve e di sole. Tutto è silente ed immobile, come congelato da un freddo assoluto, da un’aria solida, e tutto al suo interno non è altro che cristallo di ciò che una volta era vita. Solo l’acqua si muove, e corre; chissà poi dove debba andare. Potrebbe rimanere qui, con noi, a tenerci compagnia nel nostro immobile silenzio. Potrebbe non spezzare l’incanto, ed invece, cinica, sorda, corre e ha fretta. Ride, sotto il ghiaccio, e se ne fa beffe: ride anche di noi, e della montagna. Ride gorgheggiando e va, altrove, lontano. Cala il sole e si nasconde dietro ad una cresta ondulata, decapitando la vetta immacolata che si specchia sulla riva opposta del lago, lasciandola come una regina troppo altera e severa per essere amata dai suoi sudditi. Il cielo beffardo le ricama ancora una corona, di rame, sul capo, che alla calda luce della sera sembra un poco più basso. L’antica regnante disegna così un ultimo sdegnato inchino, prima della lunga notte invernale. L’ultimo riflesso tarda a spegnersi, sopra le nuvole. Ne approfittiamo per trovare la via del ritorno, prima chi il buio ed il gelo della notte ci imprigionino, e lentamente, torniamo a scorrere.

Questo articolo stato scritto da Chiara

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