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Ultimi sopravvissuti

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lephisma1Comunemente chiamati “pesciolini d’argento” questi piccoli insetti di circa un centimetro, sono da sempre presenti nelle nostre abitazioni. Non è raro vederli, sopratutto di notte, gironzolare in bagni, cantine e garage. Velocissimi, sopratutto considerando le loro piccole dimensioni, attirano su di loro le ire ingiustificate delle donne di casa, ma sono insetti del tutto innocui: non mordono e non portano alcuna contaminazione, come invece accade con alcuni blattoidei. Appartengono all’ordine dei Tisanuri (Thysanura) ordine antichissimo, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, e devono il loro nome alla caratteristica coda frangiata composta da due lunghi cerci ed un telson centrale anch’esso lungo e filiforme, che hanno funzioni sensoriali e tattili. Questi animali provengono dalla preistoria, hanno all’attivo qualcosa come 300milioni di anni e sono arrivati a noi senza grandi sconvolgimenti morfologici. I reperti fossili indicano come in passato i progenitori di questi insetti fossero identici ma con dimensioni di molto superiori. Probabilmente nel loro caso, il progressivo rimpicciolimento li ha aiutati nel conquistare nicchie ecologiche sicure, portandoli intonse fino ai giorni nostri.

Possiedono un corpo affusolato ed appiattito nel senso dorso-ventrale, ottimo per infilarsi nelle più minute fessure. Come tutti i Tisanuri, sono atteri: non possiedono ali, neppure in forma vestigiale (atterismo primitivo).  Le specie di cui parliamo in verità sono due: la Lephisma saccarina e la Thermobia domestica, cugine, non troppo distanti, che preferiscono però ambienti diversi. Umidi e bui la Lephisma e caldi, umidi per la Thermobia. L’ultima infatti si rinviene sempre nei pressi di termosifoni e forni.lephisma3

La Thermobia  ha dimensioni maggiori rispetto alle Lephisma, arrivando ad 1,6cm, possiede antenne più lunghe, ed ha una colorazione meno uniforme,  presentando a volte una leggera maculatura sul dorso. La Lephisma possiede meno peli sensoriali sul corpo ed ha una vistosa colorazione argenteo metallica. Entrambe le specie possiedono un apparato boccale ectognato masticatore dotato di vari dentelli. Esse sono  quasi cieche: possiedono solo degli occhi composti, molto elementari, che  hanno una funzione percettiva della luce, ma solo la Lephisma ha reazioni di fuga se illuminata. Si nutrono di saccarosio e derivati, carta, polvere, stoffe e detriti vegetali. In condizioni di numero esiguo non apportano danni, ma in caso di infestazione possono rovinare irrimediabilmente intere biblioteche, essendo capaci di digerire la cellulosa. In mancanza di cibo possono sopravvivere tranquillamente per un mese ed anche più, arrivando se necessario a nutrirsi della propria esuvia. Questi esseri sono molto longevi, sopratutto le femmine che arrivano alla veneranda età di 2/4 anni. Nella loro vita compiono fino a 70 mute complete. Solo dalla terza le scaglie assumono la colorazione definitiva. Diventano adulti in un tempo che varia da sei a tre mesi ma in condizioni di temperatura  particolarmente favorevoli (22/24gradi) arrivano a maturità sessuale in un anno o poco più. Il sistema di fecondazione è indiretta,  e varia da specie e specie. Nella Lephisma il maschio depone una spermatofora (capsula contenente sperma) sul terreno, legata ad una sorta di filamento carico di feromoni che indurrà la femmina a seguirne le tracce.  La Thermobia invece produce la spermatofora durante una sorta di ballo di corteggiamento invitando la femmina a prelevarla ed introdurla nella vagina.

lephisma2Questi piccoli ma affascinanti “dinosauri” di casa ci accompagnano da millenni, silenziosi e guizzanti: macchine perfette che sono state in grado di superare svariate estinzioni e cataclismi… Sono veramente gli ultimi sopravvissuti di un era dominata da giganti.

Foto del profilo di Umberto La Sorda

Questo articolo stato scritto da umberto

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